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| Il direttore di Millennium Phoenix
MillenniumPhoenix
Collaboratori:
Generale Little Jar Alain Tirana Ankh-Sphynx Kadosh MillenniumJr El Mudo
Il Progetto Questo modestissimo blog sarà diviso per argomenti a tema. Quali sono i temi? Guarda la sezione rubriche (sopra, per i meno svegli). Il tipo di contributo, che non sarà solo mia esclusiva, si dividerà in:
pillole news racconti perle di saggezza illuminazioni recensioni trattati

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16 dicembre 2011
La religione del Cobra.. Prima Parte
"Amore.. Amore.. Amore... Si fa presto a dire amore, dillo che [...] !" (dal Vangelo secondo Il cObRa) Qualcuno direbbe che è questione di punti di vista.. persone differenti che vedono cose differenti, da angolazioni differenti, illuminate da luci di diversa intensità, chi con difetti di vista permanenti.. chi temporanei.. chi ci vede benissimo ma ancora crede di essere cieco. La realtà è che se fissiamo tutti insieme un medesimo punto nelle mutevoli pieghe dell'Universo, possiamo essere ingannati da una vista fallace oppure possiamo anche sforzarci di credere (o di far credere agli altri) che quello che abbiamo di fronte è una soggettiva interpretazione della verità differente per ognuno di noi, ma nulla e nessuno potrà mai cambiare l'oggettività empirica di ciò che osserviamo nonostante i nostri sforzi, le nostre illusioni, gli autoconvincimenti che si trasformano in falsità involontaria (a essere buoni), le riallocazioni e i ridisegnamenti di quel punto immutevole nello spazio e nella memoria del tempo. Come con gli oggetti freddi e materiali, angolazioni differenti e illusiore si applicano alla vista metaforica dei nostri pensieri, dei nostri sentimenti interiori e della coscienza difettata che ognuno di noi stiracchia di tanto in tanto per non ammettere passi falsi, errori o manchevolezze... Coscienza da non confondere con morale, questa è proprio tutta un'altra storia.... El Mudo
amore
fine
falso
cobra
mudo
ciego
| inviato da Millenniumphoenix il 16/12/2011 alle 17:57 | |
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23 giugno 2009
22.06.2009 Festa della Liberazione di Prato

Dopo 63 anni finalmente ce l'abbiamo fatta! Siamo riusciti a mandarli a casa... Ieri sera fra lacrime e festeggiamenti, siamo stati a saltare insieme ad una moltitudine di persone che non vedevano l'ora di gridare al vento la parola "liberazione". Incredibile.. piazze gremite per festeggiare.. caroselli stile mondiale per le vie dei vari quartieri della città, tricolori ovunque, persone che conosci che non avresti mai detto.... occhi arrossati, lacrime, amici... cori da stadio; qualche cinese con la valigia in mano (una premonizione?), gente alla finestra incredula, parte più volte l'inno d'italia dalle gole stanche dei pratesi che popolano il centro, qualche funzionare se ne va via veloce dal palazzo del comune... fischi. La gentre per strada brinda, stappano bottiglie di prosecco, che chi sorseggia vino, alla finestra di piazza del comune finalmente arriva Roberto... un boato.. grazie sindaco... SINDACO.. Poi tutti in piazza del Duomo anche qui una mare di colori e di bandiere, mai vista una cosa del genere dopo un elezione politica a Prato.
Già.. Prato... Prato la Rossa, Prato città ferita, Prato che non molla mai, ma che è stata mollata dalla propria amministrazione.. dopo più di 60 anni anche Prato può gridare "liberazione!".
Oggi Prato s'è desta... anzi s'è Destra. Era l'ora.. finalmente.. VITTORIAAAAA!!! GRAZIE ROBERTO!
Generale Little Jar
| inviato da Millenniumphoenix il 23/6/2009 alle 14:13 | |
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15 giugno 2009
E ti pareva..
..che qualcuno se la tirasse.
Generale Little Jar
| inviato da Millenniumphoenix il 15/6/2009 alle 20:18 | |
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15 giugno 2009
Domenica..
.. la forza di uno shock ed un cataclisma per il cambiamento.
MillenniumPhoenix
| inviato da Millenniumphoenix il 15/6/2009 alle 18:16 | |
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13 settembre 2006
Commenti al post Censura.....
Ma nei giorni in cui Tronchetti si sta scorporando da Provera, Telecom da TIM ed i profitti dai debiti quasi a livelli tanziani proprio di me dovete parlare? Per caso avete tutti Vodafone?
Alain Tirana
| inviato da il 13/9/2006 alle 14:2 | |
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13 settembre 2006
Ecco la stangata sui nostri risparmi: ci rimettermo tutti, Stato escluso
Non sarà un caso se il sito della Repubblica non menziona la notizia: è infatti ormai un dato di cronaca (inquietante) che il Governo dia la stretta sui risparmi e gli investimenti degli Italiani. Mascherata come un'operazione di equità sociale, dietro l'introduzione dell'aliquota unica sulle rendite finanziarie (detta così sembra un ladrocinio del risparmiatore, in realtà si tratta dei conti correnti e degli investimenti in borsa) c'è l'immancabile stangata della Sinistra al Governo che mira così a razzolare nelle nostre tasche prelevandoci 4,5 miliardi di euro in più. Nè più nè meno che una mini-Finanziaria aggiuntiva da qui all'eternità di 9.000 miliardi di vecchie lire, pressochè una manovra correttiva che dovremo pagare vita natural durante. Le due aliquote del 12,5 e del 27,0% scompariranno e verrà introdotta una al 20,0%: ma attenzione, perchè se detta così sembra che qualcuno ci perda il 7,5% e quancun altro ci guadagni il 7% (il saldo sarebbe comunque a vantaggio dello Stato-rapina dello 0,5%), in realtà le cose stanno così: - i correntisti, che vedono la propria aliquota scendere dal 27 al 20% in realtà non percepiranno assolutamente il cambiamento: non avranno pressochè alcun giovamento nel ricevere 4 euro l'anno per ogni 10.000 euro depositati in banca. Infatti se la banca dà oggi lo 0,50% coll'aliquota del 25%, domani il rendimento netto passerà dallo 0,365 attuale allo 0,4. Uno 0,035% in più che appunto su 10.000 euro di risparmi si traduce in 4 caffè l'anno: una presa di giro. - ma se i correntisti nemmeno si accorgeranno dell'impercettibile guadagno, la stangata sarà per chi investe un pochini dei propri risparmi in borsa. L'unica cosa di cui sarà certo infatti è che lo Stato guadagnerà assai di più: infatti se oggi su 100 euro di dividendi il risparmiatore ne porta a casa propria l'87,5%, domani il Fisco se ne terrà il 7,5% in più e l'investitore potrà contare come proprio solo 80 e non più 87,5 euro ogni 100 guadagnati. Pressochè uno scippo in piena regola. - sui titoli la vergogna si fa macroscopica: se infatti sugli investitori istituzionali la rimodulazione delle aliquote non ha alcun effetto pratico, sui privati eccome sì: certo, solo il 16% dei titoli di Stato è in mano a cittadini-risparmiatori, ma costoro vedranno che un Btp decennale se oggi frutta il 3,59%, domani, a parità di tassi, calerà al 3,28%.
Per liberisti e liberali come ci siamo sempre professati, siamo all'allarme rosso. Tutto come previsto del resto: da questi qui c'era da aspettarselo.
"Millennium Jr." An. Bo.
| inviato da il 13/9/2006 alle 13:10 | |
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13 settembre 2006
Censura.....
Vedo che i cogestori di questo splendido blog, si sono degnati di censurare il mio ultimo articolo (di un paio di mesi fa). Beh.... era ora!!! Pensavo l'aveste fatto prima!!! C'erano riferimenti ehm ehm troppo chiari a chi sappiamo noi....
Comunque da segnalare che Alain Tirana nostro prezioso collaboratore forse si decide a prendere la patente, dopo anni di scroccaggio di auto altrui. Forse la possibilità di diventare il primo 25enne non automunito (con tutti ehm ehm.... i vantaggi.... del caso) della storia l'hanno fatto rinsavire.
Lunedì riunione POLITICA (mi raccomando!!!) per tutti i gestori di questo blog, eccetto Millenniumphoenix, illustre censore, che è stanziato ad Amsterdam.
Via è settembre e ripartiamo, Forza Giovani, Forza Censori, Forza Neopatentati, Forza Barattoline Tro... ooops, FORZA ITALIA!!!
Generale Little Jar
| inviato da il 13/9/2006 alle 13:5 | |
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7 giugno 2006
Leggende suburbane sul mio conto e.... nane alla guida di una **: istruzioni per l'uso
1. Prima di tutto è consigliabile non uscire mai di casa la sera se la prospettiva è imbatterti in amici petttegoli e con una immaginazione prolifica 2. Se hai la sventura di farlo, è obbligo avere il buon senso di evitare di indicare a questi presunti "amici" la ragazza del locale che ti piace di più 3. Se lo fai sei finito 4. Se sei finito ma non te ne accorgi perchè la ragazza in questione ti ha fatto perdere la testa, cerca subito di conoscerla se non la conosci già, altrimenti cominciano a circolare sussurri, leggende e storie di ogni tipo che puntualmente arrivano all'agognata preda che, prima si sente interessata a cotanta attenzione, poi diventa timorosa, quindi diffidente, poi comincia ad indicarti con scherno, quindi ti ride in faccia e se ne va dal locale incazzata e solitaria (piccolina (L)...) 5. Se se ne va dal locale, è assolutamente vietato seguirla. 6. Se la segui, contravvenendo a tutte le regole del buon senso, non ti portare dietro gli pseudo-amici di tutti i tipi, a costo di lasciarli a piedi per tutta la nottata. 7. Se decidi di non lasciarli a piedi, ucciditi ora perchè sei finito per la seconda volta. 8. Bene, entri in un nuovo locale, proprio quello dove è andata lei.... Sei un idiota patentato 9. Assodato che corrispondi all'identikit fornito al precedente articolo 8, caro idiota, sei pregato di cercare di parlare alla ragazza prima che spaventata decida di denunciarti al primo buttafuori che bazzica sul luogo. 10. Insomma provaci. 11. Se non lo fai portati a distanza siderale da lei, praticamente dalla parte opposta del locale. 12. Aspetta qualche minuto per vedere se spunta nelle tue vicinanze, porta qualche amica lì vicino, ed indicandoti chiede se qualcuno conosce quell'idiota davanti a lei. Se succede tutto questo ignorala e spostati di nuovo. 13. Se tutto si ripete come da articolo 12, forse hai qualche possibilità che nonostante tutto sia interessata a te. 13 bis. Significato esteso di nonostante tutto = sei un cesso, deficiente, cretino,ritardato, mollusco, vecchio, perditempo, rimbambito ed assolutamente non attraente IDIOTA. 14. A questo punto hai due strade: 1. separarti dagli amici e provarci 2. separarti dagli amici e andartene. 15. Non esite proprio il terzo caso: non separarsi dagli amici e cominciare a puntarla ossessivamente (vedi 15 bis) oppure ignorarla ancora (vedi 15 ter). 15 bis. In questo caso lei si convincerà che l'idiota è strabico e non sta guardando lei. Quindi la ragazza passa alla prova reggiseno: allarga furtivamente la scollatura sul suo seno per vedere se finalmente l'idiota si fa avanti. Se il pollo fallisce la prova gli farà rimpiangere di essere nato. Tanto prima o poi tutti si rincontrano nel grande paesone che è la tua città (Prato...) 15 ter. In questo caso l'incazzatura dell'oggetto del tuo desiderio sale alle stelle, e indispettita saluta le amiche e se ne va: ti prende subito un senso di angoscia e di vuoto: seguirla di nuovo oppure no? Decidi saggiamente per il no (finalmente!) e ti intrattieni con i tuoi "amici" che già stanno preparando i contorni di quello che diventerà l'argomento di discussione del giorno dopo. 16. Dopo una decina di minuti esci dal locale, ed immancabilmente la tipa è ancora in macchina e non è ripartita. 17. Subito salutate gli amici con la speranza di vederli andare a casa senza che nessuno possa assistere ad eventuali nuove scene penose. 18. Naturalmente gli amici rimarranno il tempo necessario per sputtanrti poi definitivamente. 19. Arrabbiato nero accendi la macchina e con uno scatto poderoso fai manovra per andartene il prima possibilie per non vedere più nessuno, nè la tipa nè i tuoi amici. 20. Se dopo aver fatto manovra alla prima curva ti ritrovi la macchina della tipa di traverso per strada che sta facendo una strana e lentissima inversione a U che praticamente ti blocca la strada non sperare che lo faccia perchè ha intenzione di conquistarti..... 21. E soprattutto se la tipa è una nanetta graziossima furente, se la macchina che guida è una **(CENSURA da parte di Millenniumphoenix) targata *******(CENSURA da parte di Millenniumphoenix)grigio metallizzato con tutte ruote di scorta senza cerchioni al posto di quelle di normale uso, se è single disperata, se cerca di farti capire che vuol passare prima lei, se i tuoi fottutissimi amici sono ancora nelle vicinanze, beh caro amico.... falla passare. 22. Se invece la cara *******(CENSURA da parte di Millenniumphoenix) vedrà la pegeout nera che come una furia sgomma e sterza nervosamente pretendendo di passare per forza e ci riesce pure, beh spera solamente di essere giunto all'ultima sera della tua vita. 23. Il giorno dopo infatti avrai due strade: l'una prevede almeno due proiettili, per sicurezza, un revolver ed un biglietto autografo, la seconda è il risvegliarsi da una notte in cui incubi ricciolini mori v.......(CENSURA da parte di Millenniumphoenix) e sogni si mescolano, e ritrovarsi in mezzo alla nuova stupenda falsa e oltraggiosa leggenda suburbana che ti vede unico ed incontrastato protagonista: L'Idiota al volante.... 24. Complimenti sei stato sputtanato! Una volta smerdato come è giusto che sia, prendi la cornetta infama tutti i tuoi amici, e riparti con tutte le buone intenzioni, tanto stasera la ritroverai in uno di quei locali..... (tornare all'art. 1)
Generale Little Jar
| inviato da il 7/6/2006 alle 20:23 | |
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9 marzo 2006
Perla di saggezza.....
Follini: "Errore puntare sulla Lega" "E' stato un errore il rapporto privilegiato con la Lega. Dopo le elezioni bisogna immaginare un altro centrodestra - dice l'ex segretario Udc - La dichiarazione di Bossi il quale annuncia le mani libere della Lega, conferma che la scelta strategica di puntare a un rapporto privilegiato con il Carroccio è discutibile sul piano dei principi e fragile sul piano delle convenienze". Secca la chiusura di Follini: "Quale che sarà il risultato elettorale, resta aperto per tutti il dovere di immaginare un altro centrodestra".
Generale Little Jar: "Errore puntarsi Follini alla tempia" "Quale che sarà il risultato elettorale, resta aperto per tutti il dovere di immaginare un altro centrodestra, SPERIAMO SENZA L'IDIOTA DI FOLLINI"
Per cambiare l'Italia definitivamente, tutti i Follini, Prodi, Tabacci, Bindi d'italia dovrebbero sparire....
Generale Little Jar
| inviato da il 9/3/2006 alle 17:11 | |
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3 marzo 2006
IL CONGRESSO AMERICANO E IL PREMIER ITALIANO
Standing ovation, sorrisi, strette di mano e apprezzamenti di ogni genere, ieri al Congresso degli Stati Uniti, prima durante e dopo lo storico discorso del Primo Ministro italiano, Silvio Berlusconi. Democratici e Repubblicani, bushiani e anti-Bush.
Una parata a stelle e strisce, certo non l'epilogo dell'alleanza atlantica italo-americana, come hanno chiosato in Italia i soliti uomini della Sinistra. Tutt'altro: emblematica la lunga stretta di mano ricevuta da Berlusconi non solo da Dick Cheney, fac totum della Presidenza conservatrice, ma anche dalla senatrice Hillary Rodham Clinton, democratica di ferro. Indipendente da quel che Berlusconi ha detto, conta non solo la trasversalità dell'invito rivoltogli da deputati e senatori americani a tenerlo nell'olimpo della democrazia statunitense, ma anche la trasversalità dell'apprezzamento ricevuto da questo tanto disprezzato tycoon dei media, che poi, alla prova dei fatti, si è dimostrato leale e sincero nei rapporti internazionali. Una politica, quella estera di Berlusconi, per niente supina ai voleri della Casa Bianca. Già, perchè solo nella continuità di questa partnership strategica di chiaro stampo liberale e occidentale, va letto questo tour del Presidente del Consiglio italiano. L'Italia, in questi anni, ha proseguito nel solco tracciato da 60 anni della propria storia repubblicana, quella che portò a un evento storico come quello a cui abbiamo assistito ieri grandi statisti del calibro di De Gasperi, di Andreotti, di Craxi. Un onore, in sostanza, cui difficilmente avrebbe potuto aspirare la tentennante politica del centrosinistra italiano. E questo rode.
"Millennium Jr."An. Bo.
| inviato da il 3/3/2006 alle 13:3 | |
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3 marzo 2006
RINASCITA - ITALIA, DA DOVE VENIAMO, DOVE ANDIAMO
E’ tornata la Casa delle Libertà, titolava don Gianni Baget Bozzo pochi giorni fa, all’indomani dalla presentazione del programma 2006 del centrodestra. Già, siamo tornati: è tornato un centrodestra senza troppe punte, o quantomeno con un solo playmaker, forse l’unico capace di stare in regia di una squadra di persone capaci, quali certo sono Fini e Casini, ma che ancora necessitano di questo imprenditore brianzolo di nome Silvio Berlusconi.
Il programma è davvero bello, bello forte. E non è piaggeria quella che porta a considerazioni che potrebbero sembrare fin troppo cariche di melassa: si intravede invece un’autentica prospettiva dietro quelle poche, chiare pagine sottoscritte da tutti i leader e i rappresentanti dei partiti della coalizione. Come commentare a parole un programma di cose che tutt’è tranne che vane parole. Personalmente noto come la forma del Contratto, seppur mediaticamente (e quindi elettoralmente) più efficace, oltre che esteticamente gradevole e comunicativamente innovativa, era giunto il tempo di metterla da parte. Almeno per ora, dando invece spazio a argomentazioni che, partendo da una necessaria premessa in cui vengono rappresentati nero su bianco i Valori ispiratori della coalizione, si giunge a analizzare le cose ancora da fare, le cose che sono cambiate dal 2000 ad oggi, le tante promesse mantenute (a fare un rapido calcolo, direi il 90%) e le tante cose fatte ben aldilà di quelle cinque anni fa preventivate.
Trascorse così dieci pagine, indispensabili per chiarire punti-chiave per una ancor migliore attività governativa futura, il programma 2006 della Casa delle Libertà passa a guardare all’avvenire. In continuità con la pregressa attività dell’Esecutivo più longevo della storia della Repubblica e del Parlamento che ha garantito per più tempo la governabilità del Paese, i cardini del programma si possono sintetizzare in un solo termine: “rinascita”.
Cosa si evoca con questa parola? Il programma della Casa delle Libertà, almeno per come si presenta oggi, è un programma che basa i suoi fondamenti sulla considerazione che in questo quinquennato 2001-2006 sono stati posti i puntelli a un’Italia che andava radicalmente rifondata. Su questi, nella prossima Legislatura, verranno poi a essere issati gli elementi portanti dell’architettura della nuova Italia.
Rinascita, dunque. Come? Con un programma a forte caratterizzazione sociale, con un occhio che in economia guarda alla prudenza e alla responsabilità, ma con interventi incisivi, capaci di proseguire a dare frutti. Un programma che mira ad altre grandi riforme e ad altre grandi opere. Sensibile quindi a una visione social-liberale che prende atto di come la situazione internazionale abbia bisogno oggi di una politica ponderata fin nei più piccoli particolari, che contribuisca a recuperare i valori della famiglia, della solidarietà, del lavoro, della sanità, della scuola. Un Governo che pensi alla grande finanza e all’energia, ma al tempo stesso che non dimentichi le pensioni minime degli anziani e gli aiuti per la casa delle giovani coppie. Cose su cui già le Finanziarie di questi anni hanno messo mano, intervenendo come mai nessuno aveva fatto in precedenza, ma su cui Berlusconi riconosce di voler ancora intervenire, per contribuire a dare benessere e speranza ad un numero ancora maggiore di Italiani oggi in difficoltà. E se la situazione economica internazionale non è felice, se non si può sgarrare come durante la Prima Repubblica nei conti pubblici, se l’introduzione dell’euro ha tolto sicurezza a molte famiglie, è vero che l’Italia ha un’economia in ripresa, messa meglio di altri Paesi europei, che l’Unione europea ha confermato il giudizio positivo rispetto alle finanze statali, che i salari sono aumentati più dell’inflazione registrata dall’Istat. Insomma, anche se l’Italia non è allo sfascio, è dalla riduzione del tasso di disoccupazione che l’Italia riparte. Riparte per andare ancora avanti, certi che soltanto un nuovo mandato a Silvio Berlusconi, fondato su quei 10 punti chiari e identificabili del suo programma, potrà consentire all’Italia di rimettersi veramente in carreggiata.
"Millennium Jr" An. Bo.
| inviato da il 3/3/2006 alle 13:1 | |
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31 gennaio 2006
IMPEGNATI NELLA LOTTA!
Ringrazio tutti coloro che ci hanno contattato con messaggi commenti ed addirittura mail (!), per sapere dell'improvvisa interruzione di questo blog.
Ebbene vorrei chiarire innanzitutto che nn siamo nè morti ne in carecere :-)! E nn abbiamo fatto fuori nessun collaboratore, tanto meno Alain Tirana, anzi....
La realtà è che il sottoscritto e Millennium Jr. (che potete seguire anche nel suo blog personale www.antologialiberale.ilcannocchiale.it), Alain Tirana, Generale Little Jar e Ankh-Spynx Kadosh siamo immersi, oltre che nei nostri lavori e studi quotidiani, nella lotta elettorale!!!! Anima e corpo con un solo obbiettivo: LA VITTORIA!
Comunque da oggi ripartiamo stabilmente con il BLOG. Speriando in numerosi vostri commenti e forse in qualche nuovo collaboratore VI SALUTIAMO TUTTI!
MillenniumPhoenix e lo tutto staff di Millennium Phoenix
| inviato da il 31/1/2006 alle 15:0 | |
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31 gennaio 2006
COSA DISTINGUE CENTRODESTRA E SINISTRA
Il "pericolo" è quello di credere che centrodestra e centrosinistra possano essere considerati, per certi versi, intercambiabili al Governo senza ripercussioni nella vita concreta dei cittadini. Ecco allora la "necessità" di dire perchè oggi ha ancora un senso distinguere i due.
L’evidenza è che Berlusconi e Prodi siano persone totalmente diverse: imprenditore liberale il primo, burocrate catto-comunista il secondo. E su questo non ci piove. Che poi la coalizione di centrodestra sia cosa ben diversa rispetto all’ammucchiata di sinistra (dove il centro è rappresentato ormai solo dall’1,5% dell’Udeur, da quando la Margherita è confluita nelle liste dei Ds) è altrettanto palese: politica estera, politica del lavoro, visione persona-famiglia-società, prospettive per il futuro dell’Italia: quasi due mondi diversi. Ma c’è anche qualcosa di più profondo, di culturalmente radicato, che motiva l’esistenza di schieramenti contrapposti di questo genere: il centrodestra, riformatore e moderato, rifiuta la visione integralista dello statalismo proprio della visone accentrata, centralista e centrallizzata della sinistra, che della parola “centro” ha dato questa intepretazione, smarrendo quella che ha invece fondato la visione profetica di don Sturzo prima e l’azione politica di De Gasperi poi. Se vogliamo un esempio di come queste due visioni del mondo, liberale e autenticamente democratico il primo, quello del centrodestra, statalista e concretamente massificante il secondo, quello della sinistra (dove la parola “democrazia” viene interpretata con altrettanta creatività, al pari di quanto dicevamo per “centro”), basta citare Giuliano Amato, uno di quegli uomini di sinistra che risultano essere apprezzati anche fuori dal proprio schieramento, ma che restanoi comunque profondamente di sinistra. E, nella prospettiva di un’elezione presidenziale ormai alle porte, sarà bene ricordarci chi sono, sulla base anche di ciò che hanno scritto, quei personaggi della politica italiana che un pensierino al Quirinale ce lo stanno già facendo. Scrive Giuliano Amato, in “Tornare al futuro” (Laterza, 2002): “Laddove non arrivano i partiti ci pensa il sindacato”, e ancora: “E il quadro si completa con il Grande Stato. Via via che milioni di persone entrano nella vita pubblica, attraverso i partiti che li rappresentano, esprimono isanze nuove (…) Lo Stato leggero non basta più: il pubblico è chiamato a offrire più servizi, a organizzarsi in pesanti strutture burocratiche, a svolgere un ruolo molto più ampio nell’economia”. Inutile dire che la lettura dei fatti, soprattutto nella visione di “Tornare al futuro”, non può che essere diversa rispetto a quella che, ad esempio, ne fa Giulio Tremonti, in “Lo Stato criminogeno” (Laterza, 1997), o Antonio Martino in “La rivolta liberale” (Sperling&Kupfer, 1994) e “Stato padrone” (Sperling&Kupfer, 1997), o Silvio Berlusconi in uno dei libri-antologia della trilogia “L’Italia che ho in mente”, “Discorsi per la democrazia” e “La forza di un sogno” (Mondadori, 2000-01-04). Letture stataliste da una parte, programmi liberali dall’altra. La scelta del 9 aprile, a ben vedere, si fonda essenzialmente anche su questo.
Millennium Jr. "An.Bo."
| inviato da il 31/1/2006 alle 14:51 | |
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28 dicembre 2005
POLO IN RECUPERO: ORA E' A SOLI 3 PUNTI DALL'ULIVO
Il sondaggio riporta la somma delle risposte alla domanda: "A quale partito daresti oggi il tuo voto?" Fonte: ECONOMY. Rilevamento: 14-15 dicembre 2005.
Partiti di SINISTRA 45.5 - 53.0 media: 49.25% Partiti di CENTRODESTRA 44.0 - 48.5 media: 46.25%
Il risultato mette in luce come, a meno di 4 mesi dalla elezioni politiche, lo schieramente di centro-destra stia recuperando vistosamente terreno. Ha praticamente più che dimezzato lo svantaggio che tutti gli istituti demoscopici gli davano fino a poche settimane prima.
Forse è presto per parlare di un pareggio. Ma sicuramente stanno emergendo, forse anche grazie alla campagna affissioni di Berlusconi, segnali di un'inversione di tendenza.
Il voto indeciso, al momento ancora oltre il 25%, sembra sia in gran parte appartenente allo schieramento di centro-destra. Obiettivo di Berlusconi è proprio concentrarsi su questa consistente fetta di elettorato.
Millennium Jr. "An. Bo."
| inviato da il 28/12/2005 alle 16:57 | |
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2 dicembre 2005
RIFORMA DELLA COSTITUZIONE: PRENDERE O LASCIARE?
Ho avuto già modo di dire su questo blog: finalmente una riforma della Costituzione. La attendavamo da moltissimi anni e tutte le parti politiche convergevano sull’idea che si dovesse mettere mano alla Carta del 1948, sortita dal compromesso tra le varie formazioni che avevano vinto la guerra civile, in un contesto di guerra fredda e di consociativismo e di partitocrazia che certo oggi paiono scomparsi. Una Costituzione, quella del ‘48, ancora viva e validissima in quanto ai principi fondamentali, ma ormai stanca nella sua seconda parte. La parte applicativa, puramente tecnica, la parte che riguarda le istituzioni vive, andava riformata. Il dissenso è sempre stato soltanto sul come. Il centrodestra, forte non solo di una maggioranza parlamentare mai avuta nella storia della Repubblica, ma anche di un longevità lunga una intera legislatura come mai era avvenuto in passato e di uno spirito riformatore finora mai visto, ha approvato a maggioranza assoluta (come ha fatto il centrosinistra del tutto legittimamente prima delle elezioni del 2001) la riforma costituzionale, questa sì, la più intensa e profonda dal ‘48 ad oggi. Ciò renderà comunque necessario il referendum confermativo, come avvenne anche nel 2001. La parola tornerà al popolo: saranno quindi i cittadini, nel mentre, dopo aver partecipato alle elezioni politiche e alle elezioni amministrative, dopo aver assistito all’elezione del nuovo presidente della Repubblica, a decidere, recandosi nuovamente alle urne, se approvare o meno la riforma votata in queste ultime settimane dal Parlamento. Sarà però difficile discernere: l’approvazione a maggioranza assoluta comporterà una visione distorta della vicenda sia dall’una che dall’altra parte. L’esultanza del centrodestra e le grida scomposte e allarmistiche del centrosinistra finiranno forse coll’accendere un confronto che invece meriterebbe di essere più pacato e più attento ai contenuti veri del testo di riforma. Il primo problema è quindi se questa sia una buona o una cattiva riforma. Per capirlo dovremo, pur sommariamente, illustrare almeno alcuni dei pregi e dei difetti che emergono anche a una lettura a prima vista.
Innanzitutto è improprio parlare semplicemente di devolution, o devoluzione, cioè di trasferimento di poteri dallo Stato alle autonomie regionali. Semmai, riguardo a questo punto, è vero esattamente il contrario. Questa riforma della Costituzione, quanto al titolo quinto di quella oggi vigente, pone rimedi ai gravissimi difetti generati dalla riforma votata nella scorsa legislatura dal centrosinistra. Una riforma varata in modo superficiale, una riforma che incideva sui poteri di Stato e Regioni creando una marea di conflitti di attribuzioni tanto da bloccare anche l’esercizio di alcuni di essi in attesa della pronuncia della Corte Costituzionale sulle varie questioni, corte a sua volta ingolfata dall’enorme mole di richieste. Fu la sciagurata riforma del centrosinistra quindi a creare problemi: industria, energia, lavoro, sanità trasferite senza criterio alcuno dallo Stato alle Regioni, tornano con la riforma del centrodestra in qualche modo, almeno in quanto ai criteri generali, dalle Regioni allo Stato. In Nome di un federalismo responsabile. Ma questa riforma della Costituzione contiene ben altro: cambia l’iter delle leggi, cambiano i poteri del Premier, cambiano le competenze del Capo dello Stato, cambia la struttura dei due rami del Parlamento, e tante altre cose ancora. Vediamo le principali.
Un enorme dubbio, viene detto da più parti, sorge in merito al percorso necessario per far approvare una legge. Pare, infatti, particolarmente tortuoso. Non deve però meravigliarci: già lo è, soprattutto in ragione alla diversità dei regolamenti di Camera e Senato, e lo sarà ancora. Ciò che cambia sono le competenze: il Senato sarà diretta espressione delle autonomie regionali, la Camera sarà un’Assemblea rappresentativa dell’intera base elettorale nazionale considerata nella sua unità (ecco perché, anche se soltanto in questo, il sistema elettorale proporzionale pare più coerente di un maggioritario corretto come quello oggi in vigore). Diverse strutture, quindi diverse competenze. Vale poi la pena notare che muterà anche la composizione delle due Camere: non solo vengono abbassati i limiti di età per esservi eletti, ma è stata approvata anche la riduzione del numero dei parlamentari, un chiaro indirizzo che imporrà un diverso rapporto tra rappresentati e rappresentanti, seguendo il criterio dell’efficienza e dell’economicità.
Quanto ai poteri del Premier e alle competenze del Capo dello Stato vale la pena fare alcune osservazioni più particolari. Si dice che si instaurerebbe con questa riforma una sorta di dittatura del Premier, depotenziando grandemente le attribuzioni del Capo dello Stato. Niente di più falso: il Presidente della Repubblica manterrà intatti i poteri che sostanzialmente oggi spettano al Quirinale, con l’aggiunta delle nomine dei presidenti delle Autority (nomina presidenziale proprio in nome dell’autonomia che esse debbono avere) e del vicepresidente del Consiglio Superiore della Magistratura (praticamente il suo supplente, in nome dell’autonomia dell’organo di autogoverno dei giudici e dei pubblici ministeri). Quanto al Presidente del Consiglio egli non sarà più un primus inter pares come oggi, ma il Primo Ministro a tutti gli effetti. Potrà nominare e revocare i Ministri, non dirigerà, ma indicherà in prima persona l’indirizzo politico dell’Esecutivo (entrambi questi poteri fanno sì che il Governo non avrà più soltanto il nome del Premier solo come trovata didascalica e giornalistica, ma sarà sua espressione a tutti gli effetti – come ovunque vi sia il Premierato, come da sempre proposto dal centrosinistra, anche in commissione bicamerale D’Alema). Il Premier potrà anche chiedere al Capo dello Stato lo scioglimento delle Camere (esattamente come accade in altri democraticissimi Paesi del mondo – nessuno dubita, ad esempio, del fatto che sia in Giappone che in Israele che in Germania – per prendere esempi in vari continenti con vari tradizioni storiche e culturali – esista una democrazia compiuta). La norma anti-ribaltone e la sfiducia costruttiva faranno sì che il Parlamento, così come voluto dal voto dei cittadini, abbia pieni poteri finchè corrisponde la divisione tra maggioranza e minoranza, mentre sarà necessario tornare alle urne, restituendo la parola al popolo sovrano, laddove si verificassero deprecabili cambi di casacche.
Non si tratta quindi si snaturare, ma solo di riformare la Costituzione. Non la si snatura perché domani, come oggi, non sarà possibile alcuna dittatura, né del Premier né di nessun altro. Gli organi di garanzia, quali la Corte Costituzionale e il Consiglio Superiore della Magistratura, custodi della legittimità costituzionale e dell’imparzialità del giudice terzo, non sono minimamente stati intaccati dalla riforma. Anzi: chi lamenta il pericolo di una dittatura del Premier e della sua maggioranza (benchè questa sia il risultato del voto – e questo corrisponde esattamente a un principio basilare della democrazia, non di forme di dittature) è bene che analizzi più attentamente la riforma: sarà ancora il Capo dello Stato a presiedere il CSM e in più potrà nominarne il vicepresidente, mentre la Corte continuerà invece il suo ruolo di vigilanza e in più potrà avvalersi di una composizione ancora più ampia e imparziale.
Quanto al potere di indicazione del Premier e di scioglimento delle Camere, oggi di spettanza solo formale al Capo dello Stato, va detto che si tratta di poteri ormai svuotati nella sostanza. Mai nella storia della Repubblica vi è stato uno sciolgimento delle Camere motu proprio del Capo dello Stato, perché è sempre stato consuetudine che fossero i partiti a influenzare nel concreto la decisione del presidente della Repubblica. E, soprattutto dal 1994 ad oggi, l’indicazione del Premier è sempre stata un atto di mera notifica del responso delle urne. Solo ai tempi del Re questi due poteri erano formalmente e sostanzialmente propri del Capo dello Stato, perché con la forma repubblicana sono andati sin dall’inizio a perdere quel ruolo che solo in una monarchia avrebbero potuto avere. Nessuno scandalo quindi anche con la nuova Costituzione, che formalmente certifica ciò che da decenni avviene già nella sostanza. Questa riforma, quindi, è tutto quel male che dicono da Sinistra? Come si nota anche soltanto leggendola, la risposta è univocamente no.
Va però onestamente detto che non può essere letta fuori dal combinato con l’altra grande riforma varata in questi mesi dal centrodestra, ossia quella della legge elettorale proporzionale con premio di maggioranza e quota di sbarramento (meglio sarebbe dire, quote, data la diversità che assumono a seconda dei casi). Ebbene, una riforma costituzionale che dà più poteri al Premier andrà forse ad affiancare una riforma elettorale che nei fatti dà più potere ai partiti. Non che i partiti avessero anche col maggioritario al 75% di oggi perso la loro influenza (anzi), ma certamente col proporzionale, malgrado l’accordo formale pre-voto, ogni partito, anche all’interno delle medesime coalizioni, tirerà l’acqua al suo mulino. E così anche una volta che sarà formato il Governo. Più poteri al Premier da una parte e più poteri ai partiti dall’altra, finiscono col bilanciare sì il sistema (proprio evitando quella dittatura che prima si diceva), ma al tempo stesso finiscono col restituire al sistema complessivo quell’equilibrio che non è molto lontano da quello odierno in cui il Premier è debole pur avendo una coalizione apparentemente forte. Il criterio osmotico (togliere da una parte per rimettere dall’altra) finisce così col non creare pericoli per la democrazia, ma al tempo stesso pare che non calchi nemmeno la mano riformatrice, perché questa riforma della Costituzione perde molta della sua efficacia laddove a una nuova forma di governo fondata sul premierato si affianchi una legge elettorale proporzionale. Questa riforma, è allora tutto quel bene che dicono da Destra? Come si nota facendo un semplicissimo combinato con la nuova legge elettorale, la risposta è, quindi, indubbiamente no. E allora, che fare al referendum a cui saremo chiamati di qui a un anno? Votare esultanti sì perché la riforma è straordinariamente innovativa? Votare risolutamente no perché la riforma attenta la democrazia? Considerato che storicamente sono contrario ad ogni forma di astensione, considerato anche che stavolta non vale il trucco dei referendum abrogativi dato che non esiste il quorum, direi che bisogna semplicemente decidere se la riforma sia da prendere o lasciare. Dire no al referendum significherebbe tornare a una Costituzione vecchia. Dire sì, invece, rimetterebbe il Paese in moto, quantomeno chiamando il Parlamento, nella prossima legislatura e sotto l’ombrello del prossimo Capo dello Stato, a rimettere mano qua e là dove necessario per sistemare quelle lievi storture che nel testo possono anche essere emerse. Considerato che entrerà in vigore tra il 2011 e il 2016, c’è il tempo non solo per non lasciare votando no, ma anche per raddoppiare, ossia votare sì sperando di fare qualche correttivo un domani. Votare no significherebbe mettere una vera e propria pietra tombale sulla riforma della Costituzione in sé, e non solo su questa riforma. E dopo i tentativi non fatti nei primi 40 anni di Repubblica, dopo i micro-interventi degli anni scorsi, dopo le numerose commissioni bicamerali fallite (quando per una ragione quando per un'altra, sia nella prima che nela seconda Repubblica) sarebbe un vero peccato perdere anche questo treno. Insomma, aggrapparsi all’ultimo vagone, anche se con l’intento di correggere la direzione del treno, è uan scelta in qualche modo di responsabilità. Votare sì, senza precludere a una lieve modifica domani, credo sia lo strumento giusto per garantire un futuro alle Istituzioni e quindi a tutto il Paese.
"Millennium Jr." An. Bo.
| inviato da il 2/12/2005 alle 15:48 | |
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24 novembre 2005
Poesia del giorno... chi ha orecchi per intendere intenda
Cari amici mi dispiace avere un po' di arretrato. Pultroppo sono un po' pieno di lavoro ora. Comunque per oggi ho deciso di cambiare un po' perche' durante la ricerca dell' aforisma del giorno mi sono imbattuto in Kipling. Ho messo quindi una Poesia invece di una frase...
Tre abbracci a tutti.
MillenniumPhoenix
La poesia di Kipling in questione, mi fa ancora emozionare dopo tanto tempo che l'ho letta per la prima volta. Vi prego leggetela con attenzione cercando di scoprire davvero il significato che si cela fra le righe di questo capolavoro, dedicato sì al figlio dell'autore, ma in realtà rivolto a tutti coloro che hanno orecchi per intendere. Il termine "Uomo" alla fine si rivolge a tutta l'umanità, non come un punto di partenza ma di arrivo, e al termine "figlio" si potrebbe sostituire un qualsiasi altro termine, come "fratello" o "amore".
Generale Little Jar
˜
Rudyard Kipling
Se... (lettera al figlio)
Se riuscirai a non perdere la testa quando tutti intorno a te la stanno perdendo, e te ne fanno una colpa;
se riuscirai a credere in te stesso quando tutti dubitano di te, tenendo però nel giusto conto i loro dubbi;
se riuscirai ad aspettare senza stancarti di aspettare, o essendo calunniato, a non rispondere con calunnie, o essendo odiato, a non dare spazio all'odio, e tuttavia riuscirai a non sembrare troppo buono, e a evitare di far discorsi troppo saggi;
se riuscirai a sognare, senza fare dei tuoi sogni i tuoi padroni;
se riuscirai a pensare, senza fare dei tuoi pensieri il tuo fine;
se ti imbatterai in Trionfo (Successo) e Disastro (Sconfitta) e riuscirai a trattare i due impostori allo stesso modo;
se riuscirai a sopportare di udire la verità che hai detto distorta da farabutti per ingannare gli sciocchi, o di vedere le cose per le quali hai dedicato la vita, distrutte, e a umiliarti a ricostruirle con i tuoi strumenti ormai logori;
se riuscirai a fare un unico mucchio di tutte le tue vincite e a giocartele in un sol colpo a testa o croce, e perderle, e ripartire di nuovo dall'inizio senza mai proferire una parola sulla tua sconfitta;
se riuscirai a costringere il cuore, i nervi ed i polsi a sorreggerti anche dopo molto tempo la loro fine, e a resistere così in questo modo quando non è rimasto più nulla in te se non la Volontà che dice loro: "Resistete!";
se riuscirai a parlare con le folle serbando le tue virtù, o a passeggiar coi Re e non perdere la tua semplice ordinarietà, se nè i nemici o gli amici più cari riescono a ferirti, se tutti gli uomini sono importanti per te, ma nessuno lo è troppo; se riuscirai a riempire l'inesorabile tempo che passa, dando valore ad ognuno dei suoi istanti,
allora tua sarà la Terra e tutto ciò che vi è in essa e, cosa ancor più importante , tu sarai un Uomo, figlio mio
| inviato da il 24/11/2005 alle 12:32 | |
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24 novembre 2005
"R" COME FORZA ITALIA
La concretezza del Governo, capace di avviare e portare a compimento il cambiamento del Paese, è tra le priorità che dobbiamo mettere nel motivare i cittadini a rinnovare la propria fiducia a Silvio Berlusconi e a Forza Italia.
Ma, per un Partito non più nuovo, ma certamente ancora giovane come Forza Italia serve anche una nuova iniezione di identità. Trovo utile lo strumento offerto dal dialogo tra le diverse tradizioni che fanno ricco e forte questo grande Partito e individuo come unificante il talento comune a tutte queste di guardare alla storia pensando alle diverse tradizioni, ma principalmente rilanciadosi costantemente verso il futuro. Forza Italia è una dimensione del cuore e una traiettoria della ragione. Un cuore motivato a Resistere, una mente guidata, appunto, dalla Ragione.
R come queste due parole, ma R anche come Radici culturali, quelle incardinate nell’occidente europeo, forti di una tradizione che per noi significa Golgota, Agorà, Foro, ossia la tradizione cristiana, la filosofia greca, il diritto romano.
R come Radicamento, sì territoriale, dato che siamo presenti ormai ovunque nelle istituzioni, ma soprattutto tra la gente, perché è da lì che proveniamo e non dal palazzo, è lì che vogliamo restare ed è di queste esigenze che vogliamo ancora essere portatori. R come Rinnovamento, da realizzarsi nel programma, aggiornandolo e attuando, attraverso un razionale ed equilibrato sistema di Riforme, da concretizzare anche nell’organizzazione, mediante un insieme di Regole che contentano al Partito di resistere agli attacchi interni e alle forze centrifughe interne mediante una severa e giusta disciplina, e da dimostrare anche attraverso la Rappresentanza, prendendo in seria considerazione anche l’idea innovativa e dirompente di “quote giovani” nelle liste elettorali (dato che non si tratta per i nostri rappresentanti nelle istituzioni di un problema sessuale, ma prima di tutto generazionale).
Solo così potremo pensare di restituire vigore al Partito avviandolo verso la Rivincita dopo le sconfitte elettorali che, in qualche modo, saranno state anche ingigantite da fattori esterni e da una faziosa informazione ma che non possiamo negare si siano verificate. Ci riprenteremo ai cittadini con quella stessa voglia che ha anche il Paese: con la voglia di Riscatto di un grande orizzonte popolare, liberale, democratico e riformista.
An. Bo. "MillenniumJr"
| inviato da il 24/11/2005 alle 10:54 | |
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15 novembre 2005
MA IO NON VOLEVO DIVENTARE UN LORO COLLEGA!
E così sono stato censurato (sic!). Dopo Santoro, Biagi e Funari anch'io entro a far parte di quei tribuni del popolo, che vengono messi a tacere per evitare frasi e discorsi scomodi per molti, anzi nella fattispecie per molte. Come molti di voi avranno notato è scomparso infatti un mio articolo da questo blog, in cui a margine di una copiosa sbronza e nel corso della fatidica fase di lucidità dell'ubriaco esprimevo la mia visione sulle donne e sulle loro scelte in fatto di partner. E' vero: sono stato troppo duro, mettendo a rischio la reputazione di questo blog e del suo generale Little Jar, che però nella vicenda ha evidenziato una bassezza maggiore della sua statura da barattolino. Si può infatti chiedere gentilmente all'autore di correggere il tiro, di motivare la portata di un simile attacco, preferendo invece cancellare e censurare senza tanti complimenti. Come Santoro, come Biagi e come Funari. Il generale Little Jar questa volta l'ha combinata grossa: mi ha fatto diventare un loro collega. E questo rappresenta l'aspetto più inquietante di questa triste vicenda di libertà d'espressione.
Alain Tirana
| inviato da il 15/11/2005 alle 18:24 | |
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8 novembre 2005
Primavera? No autunno! E la fiducia aumenta....
"E' iniziata la nostra primavera", così Prodi commenta gli scontati risultati di Bolzano, dove il centrosinistra al primo turno, tutto unito ed insieme all'UDC, ha conquistato la poltrona di sindaco nella riedizione delle elezioni svoltesi 6 mesi fa.
Un filo di nota, allora il centrosinistra diviso al primo turno, prese 3 punti in percentuale in più, altrettanti in meno ne aveva il centrodestra. Poi le divisioni interne del centrosinistra (ma che mi dite mai, pure a Bolzano!) consentirono un'inaspettata ed effimera vittoria del centrodestra al secondo turno, evaporatra poi per una norma autonomista che impediva al vincitore di poter governare senza l'ok del SPV.
Cosa avrà tanto da festeggiare Prodi nn si sa, se in 6 mesi riesci a perdere il 3% a Bolzano, nn c'è niente da ridere, anche se i complimenti al vincitore che è riuscito ad riunire in una sola anima l'Unione locale sono doverosi.
Tornando alla "primavera" prodiana, mi viene da citare il sondaggio di repubblica che da un bel +8 all'unione sulla Cdl. Ormai sono mesi e mesi che si dà per scontata la vittoria di Prodi alle prossime elezioni.
Quindi nn mi si venga a parlare di primavera, semmai di autunno inoltrato, per il nostro amabile Romano. Con la solita raccomandazione già precedentemente data in questo blog: sinistri se riuscite a perdere anche stavolta, nascondetevi, scioglietevi, dileguatevi, diventereste la macchietta politca più imbarazzante della storia.
Insomma un fenomeno Merkel in Italia, sarebbe imbarazzante, e ultimamente dar per sontate le vittorie nelle politiche non porta tanto bene vero? (Kerry, Aznar, Merkel...)
Con una sola speranza che la la "primavera" di Prodi, non si trasformi in una "primavera di praga" all'italiana, vi saluto MOLTO PIU' FIDUCIOSO di ieri,
vostro
Generale Little Jar
| inviato da il 8/11/2005 alle 12:37 | |
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8 novembre 2005
Pandemia Aviaria: da FANTA-THRILLER a FARMA-BUSINNES
Sono mesi che ci dicono che il virus dei polli, l'influenza aviaria, scatenerà sicuramente, prima o poi, una pandemia, un'epidemia su scala planetaria. Arriva il vaccino anti-influenzale e, dati alla mano, nella sola Napoli in questi giorni ne sono stati venduti quanti in tutta la Campania nell'intero 2004. Ma non servono a nulla e così i Tg sono costretti a specificare. Finalmente!
Ma intanto: - le aziende farmaceutiche hanno già fatto i loro affari; - le società di ricerca sull'antidoto o il vaccino anti-aviaria, anche; - i venditori di carni rosse si sono messi l'animo in pace: dopo lo spauracchio della mucca-pazza che trascinò le vendite di manzo e vitello allo zero, lo spauracchio del virus dei polli ha quantomeno riequilibrato, mandando in malora i venditori di carni bianche.
E la gente comune non ci capisce più nulla.
Millennium Jr. (An. Bo.)
| inviato da il 8/11/2005 alle 12:9 | |
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8 novembre 2005
Aforismi... (Istruzioni per l'uso x la CDL
"Per compiere grandi passi, non dobbiamo solo agire, ma anche sognare, non solo pianificare, ma anche credere" Anatole France
........la mia preferita...
MillenniumPhoenix
| inviato da il 8/11/2005 alle 12:2 | |
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8 novembre 2005
Citazione del Giorno
"Don't be afraid to give up the good for the great" Kenny Roger
(non aver paura di lasciare il buono per l'eccezionale)
A volte vale la pena di lasciare il certo per l'incerto..........
MillenniumPhoenix
| inviato da il 8/11/2005 alle 10:36 | |
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25 ottobre 2005
Nota a tergo, di una lunga notte...
Ma è possibile che una ragazza che è alta si e no 1.50 cm, partecipi ad una sfilata come modella? mah, misteri della vita, come Boselli, Pannella e Bobo Craxi insieme in un partito che appoggerà Prodi...
Comunque vai Barattolina!!!! Che alla sfilata veniamo tutti! Speriamo di riuscire a vederti....
:-)
Generale Little Jar
| inviato da il 25/10/2005 alle 14:23 | |
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25 ottobre 2005
I socialisti veri: "Mai con i CARNEFICI COMUNISTI "
Com'è possibile che gli eredi di Bettino Craxi vadano con Di Pietro, Folena e Violante?
Dopo la scissione dei Radicali (Pannella e Bonino coi Comunisti – Della Vedova padrino dei Riformatori Liberali nella Casa delle Libertà – www.riformatoriliberali.org, vedi link a fianco) si prospetta anche la scissione dei Socialisti. Come l’hanno definita in molti, l’on. Chiara Moroni per prima, la “scissione dell’atomo”.
Gia, proprio come i Radicali, anche quelli del Nuovo Psi potevano contare su un 1-2% a livello nazionale. Hanno pensato bene di non fare del male a nessuno: 0,5 a destra e 0,5 a sinistra (c’è da credere che il loro peso ideale sia assai superiore, ma quello elettorale, forse, poco si discosterà da queste cifre).
Interessa la parabola dei Socialisti: senza dietrologie, storie patrie e inutili commenti su Nenni, Craxi, Martelli e De Michelis, Vecchia e Nuova Repubblica, prima o seconda che sia, vale la pena osservare che come la Dc anche il Psi è ormai divenuto un partito trasversale. Ci sono socialisti nei Ds e in Forza Italia, c’è da giurarci anche nella Lega e in Rifondazione. Ciò che non capiscono, nostalgici della Balena Bianca come del Garofano, è che l’unità socialista è ormai improponibile. Ne parlano e poi, di fatto, si ri-ri-ri-dividono.
Nascerà la componente (così si chiamano quelle cose che somigliano a nano-partiti) socialista nella Casa delle Libertà, alla pari di quella radicale? Si chiamerà Giovine Italia?
Il sottosegretario Caldoro (quando si parla di ritiro della “delegazione al Governo”, ci si riferisce a lui, che, mica fesso, pensa a tutt’altro), la figlia di Moroni (Chiara) e la figlia di Bettino (Stefania), non hanno intenzione intanto alcuna di lasciare Berlusconi. Bravo e brave, grazie, perché comunque vada a finire, ci fa piacere sentire dire: “non ci venderemo ai Comunisti” – “mai coi nostri carnefici”. Condividiamo in pieno.
An. Bo. "Millennium Jr."
| inviato da il 25/10/2005 alle 14:16 | |
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24 ottobre 2005
Citazione del Giorno
"Never Chase a lie. Let it alone, and it will run itself to death." Lyman Beecher
Non dare mai la caccia ad una bugia. Lasciala stare, e si ucciderà da sola.
MillenniumPhoenix
| inviato da il 24/10/2005 alle 14:2 | |
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21 ottobre 2005
L'Italia che cambia: Federalismo, Proporzionale, Par Condicio
Programma elettorale della Casa delle Libertà: scadenza per scadenza. Agenda rispettata, anche sui grandi temi di fine legislatura che hanno scatenato le ire funeste della Sinistra.
Il FEDERALISMO fu il punto-cardine che nel 2000 determinò il rientro della Lega Nord nella coalizione di centrodestra. Fini, Casini e Berlusconi, erano riusciti a far cambiare idea a Bossi che chiedeva, sponsorizzato dalla Sinistra, la secessione. Chiamiamolo FEDERALISMO o "devolution" (cioè devoluzione, trasferimento, di poteri statali alle Regioni), tant'è che nel programma del 2001, c'entrò anche questa grande riforma.
Il sistema elettorale 75% maggioritario e 25% proporzionale era evidentemente imperfetto e dava luogo a storture che minavano l'efficienza dei Governi anche se garantivano la stabilità (per modo di dire, perchè la Sinistra era riuscita a cambiare 4 governi tra il 1996 e il 2000 - oltre che ad operare un ribaltone nel 1994/95 e nel 1998). Nel programma del 2001, entrò anche la modifica della legge elettorale, da effettuarsi nell'ultima parte della Legislatura (scelta ovvia e frutto digrande sensibilità, per non delegittimare il Parlamento), riprendendo il "modello regionale". Così è stato: il PROPORZIONALE votata alla Camera è corretto in senso maggioritario, ma su modello della Regione Toscana, governata da 30 dalla Sinistra. La stessa che scende in piazza per dire che non vuole quella legge elettorale.
Infine la PAR CONDICIO. Berlusconi la chiamò "legge bavaglio", perchè impediva alle opposizioni di far conoscere il proprio programma elettorale. E' poi di per sè un'anomalia democratica, perchè è assurdo che anche micro-partiti debbano contare quanto partiti che hanno il 20 e più per cento dei voti. Che ora che Berlusconi è al Governo non mantenga la promessa di abolirla (o modificarla) sarebbe assurdo.
Dopo quella campagna del 1999, il minimo è che ci metta mano. se lo farà, come per il FEDERALISMO e il PROPORZIONALE, anche per la PAR CONDICIO, si tratterà soltanto di fare ciò che aveva promesso di fare e, soprattutto, ciò per il quale i cittadini gli avevano dato il voto.
An. Bo. "Millennium Jr"
| inviato da il 21/10/2005 alle 16:54 | |
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14 ottobre 2005
disUnione nel "paese delle meraviglie"....
La domanda dovrebbe sorgere spontanea nella testolina di ogni italiano che ha potuto assistere allibito allo show indecoroso ad "Alice, il paese delle meraviglie", ieri sera.
"Vogliamo davvero consegnare l'Italia a questi qui1?", mi ha chiesto un padre di famiglia di 35 anni, operaio, stamattina prima di andare al lavoro. Era sdegnato dalle esibizioni dei candidati alle primarie dell'UNIONE (?) che hanno sconvolto il programma di Anna La Rosa su raidue ierisera. La cosa incredibile è che questo signore deluso dal governo Berlusconi, come molti ex-elettori della Casa delle Libertà, alle ultime Europee non era andato a votare, ed alle regionali ha votato per la sinistra seppur non molto convinto.
La sua risposta alla domanda?
"No... Ma si, uno può anche essere incazzato, ma alla fine via alle politiche si può votare solo il Berlusca..." Sorriso incerto, pacca sulle spalle e poi dopo un saluto si incammina verso la macchina. Poi si ferma si gira ed aggiunge, "mi sa che saremo in tanti a tornare sui nostri passi..."
E voi italiani come rispondete alla domanda?
1Questi Qui = coloro che hanno avuto 6 crisi di governo, 4 governi e tre premier in una sola legislatura, e che per quanto riguarda la politica estera si sono avvalsi obbligatoriamente, pena dissolvimento del governo, dei voti degli avversari.
Generale Little Jar
| inviato da il 14/10/2005 alle 16:30 | |
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13 ottobre 2005
Citazione del Giorno
"No involvement No commitment", Stephen Convey
Niente coinvolgimento, niente impegno. (Se non coinvolgi le persone non aspettarti da loro dedizione alla causa)
MillenniumPhoenix
| inviato da il 13/10/2005 alle 10:31 | |
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12 ottobre 2005
Berlusconi: auguri di Natale
18:19 Berlusconi: "Bravi parlamentari FI, ho già pensato ai regali... "Sono sempre stati bravi. I nostri sono anche i più presenti in aula". Silvio Berlusconi si complimenta con i parlamentari di Forza Italia che con la loro presenza in aula alla Camera hanno contribuito a garantire la tenuta della maggioranza sulla riforma elettorale. "Mi dicono che la presenza dei parlamentari di FI in aula è stata superiore a quella dei Ds nella passata legislatura, quando erano maggioranza. E si sa quanto i parlamentari dei Democratici di sinistra siano ligi all'osservanza delle regole di casa...". Saranno premiati? "Io ho sempre fatto dei regali", replica il premier, "ho già scelto per Natale quello che regalerò alle nostre deputatesse. Per i signori deputati ancora no. Sarà un completamento dei regali precedenti: orecchini, anello, collier e questa volta un braccialetto..."
Berlusconi in versione Babbo Natale?
Speriamo che il Natale non porti troppo carbone a cattivi, follini e folletti.
Indolence
| inviato da il 12/10/2005 alle 18:43 | |
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12 ottobre 2005
Casa delle Libertà, anno zero...
Eppur qualcosa si muove. La compattezza della maggioranza in occasione dll'approvazione della nuova legge elettorale, la sicurezza e la coesione ritrovate tra i leader della Cdl, compresa la Lega con l'assicurazione dell'approvazione della "Devolution", segna quello che ptrebbe essere l'anno zero nella rincorsa alla vittoria alle politiche da parte della CDL. Intanto a sinistra si aprono scenari inquietanti che nei prossimi giorni approfondiremo. Berlusconi ne approfitta per lanciare esche e abboccamenti ai centristi dell'unione.
15:43 Berlusconi: "Vorrei Rutelli e Mastella nella Cdl" "Vorrei che Margherita e Udeur entrassero nel centrodestra". Lo ha detto Silvio Berlusconi conversando con i giornalisti a palazzo Chigi. "Non capisco cosa ci sia che ci distanzia", ha aggiunto.Che qualcuno abbia già abboccato? 17:41 Mastella si dissocia da proteste dell'Unione "E' una vergogna, per noi il Parlamento è una cosa sacra, queste pagliacciate non ci piacciono, usciamo dall'aula e non voteremo". Così il segretario dei Popolari-Udeur, Clemente Mastella, ha commentato l'esposizione di cartelli da parte dell'opposizione in aula durante l'iter della legge elettorale.Generale Little Jar
| inviato da il 12/10/2005 alle 18:0 | |
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